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Di bianco in neve

8,11

Una storia d’amore e di vita appassionata e calda, un intreccio che risuona nitido fin dalle prime pagine. Luminoso.

999 disponibili

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Descrizione

Viviana, giovane scultrice sensibile e inquieta, fragile quanto determinata nel non rinunciare a indipendenza emotiva e autonomia della mente, rivendica il proprio spazio nella vita, nella società, nell’arte, negli affetti. Cerca pertanto riscatto da una prematura maternità e da una realtà di coppia imprevedibilmente repressiva, per quel marito rivelatosi esclusivista e, col tempo, persino aggressivo. Il rifiuto alla sottomissione si estrinseca attraverso una emancipante, continua ricerca creativa, in lei connaturata; attraverso un inesausto metabolizzare il vissuto in spazi di ascolto e di viaggio interiori in grado di fissare emozioni-reazioni che interpretino e confermino il suo veemente “esserci”, per sé stessa e per gli altri; nonché attraverso il riconoscersi specularmente nella spiritualità di un altro uomo, compositore e pianista di ben trentasei anni più grande di lei. Non sarà solo amore, sarà un’ineluttabile suprema consonanza. Non un insorgente rapporto extra coniugale quale trasgressiva ripicca, ma salvamento dell’identità e salvamento dalle banalità; un rapporto quale struggente rincorsa dentro la vastità del sentire, dentro rispondenze culturali e comuni urgenze: una ragazza e un anziano che, anagrafe azzerata, hanno nell’appartenenza alla sfera dell’anima e dell’ispirazione la difficile condizione del loro destino. Sostenute da un registro narrativo ora rapito e delicato, ora impudico e impietoso, coralmente si intrecciano altre vite: accadimenti, scenari, atmosfere che si snodano attraverso la ricognizione di un tutto fortemente approfondito per cui natura e umanità, smarrimento e speranza collettive, si esprimono in una sorta di concezione completa, capace di elaborare e restituire allo stesso modo gloria e squallore. Fino alla conclusione estrema e dolorosa, eppure fulgida, tesa a superare la misura terrena nel segno di un fervore esistenziale che diventa fiducia nel vero e abbandono nell’immisurabile.

Letteratura, arte, critica, musica. Questi gli interessi dell’eclettica Rossana Fiorini, artista milanese. È autrice di testi teatrali, interagenti con concerti, presentati in tournée nazionali; pubblica liberamente recensioni su quotidiani e riviste di settore; scrive presentazioni per mostre. Come artista ha all’attivo circa 150 esposizioni in Italia e all’estero. Ha realizzato sculture e scenografie per la televisione: Rai, Mediaset. Nel 2008 ha fondato, assumendone la presidenza, l’Associazione culturale MAW/Music Art Writing communication, dove si cura di ideazione e produzione eventi.

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Viviana, giovane scultrice sensibile e inquieta, fragile quanto determinata nel non rinunciare a indipendenza emotiva e autonomia della mente, rivendica il proprio spazio nella vita, nella società, nell’arte, negli affetti. Cerca pertanto riscatto da una prematura maternità e da una realtà di coppia imprevedibilmente repressiva, per quel marito rivelatosi esclusivista e, col tempo, persino aggressivo. Il rifiuto alla sottomissione si estrinseca attraverso una emancipante, continua ricerca creativa, in lei connaturata; attraverso un inesausto metabolizzare il vissuto in spazi di ascolto e di viaggio interiori in grado di fissare emozioni-reazioni che interpretino e confermino il suo veemente “esserci”, per sé stessa e per gli altri; nonché attraverso il riconoscersi specularmente nella spiritualità di un altro uomo, compositore e pianista di ben trentasei anni più grande di lei. Non sarà solo amore, sarà un’ineluttabile suprema consonanza. Non un insorgente rapporto extra coniugale quale trasgressiva ripicca, ma salvamento dell’identità e salvamento dalle banalità; un rapporto quale struggente rincorsa dentro la vastità del sentire, dentro rispondenze culturali e comuni urgenze: una ragazza e un anziano che, anagrafe azzerata, hanno nell’appartenenza alla sfera dell’anima e dell’ispirazione la difficile condizione del loro destino. Sostenute da un registro narrativo ora rapito e delicato, ora impudico e impietoso, coralmente si intrecciano altre vite: accadimenti, scenari, atmosfere che si snodano attraverso la ricognizione di un tutto fortemente approfondito per cui natura e umanità, smarrimento e speranza collettive, si esprimono in una sorta di concezione completa, capace di elaborare e restituire allo stesso modo gloria e squallore. Fino alla conclusione estrema e dolorosa, eppure fulgida, tesa a superare la misura terrena nel segno di un fervore esistenziale che diventa fiducia nel vero e abbandono nell’immisurabile.

Letteratura, arte, critica, musica. Questi gli interessi dell’eclettica Rossana Fiorini, artista milanese. È autrice di testi teatrali, interagenti con concerti, presentati in tournée nazionali; pubblica liberamente recensioni su quotidiani e riviste di settore; scrive presentazioni per mostre. Come artista ha all’attivo circa 150 esposizioni in Italia e all’estero. Ha realizzato sculture e scenografie per la televisione: Rai, Mediaset. Nel 2008 ha fondato, assumendone la presidenza, l’Associazione culturale MAW/Music Art Writing communication, dove si cura di ideazione e produzione eventi.

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