Naviganti di Frodo

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«Quella era la felicita. Vivere senza pensare, senza domande, senza futuro o passato, solo nel presente».

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Descrizione

Alvise, Silvia e Daniele, tre ragazzi veneziani, hanno un sogno: navigare fino in Dalmazia come ai vecchi tempi, senza motore, soli nel vento. Decidono quindi di “prendere in prestito” la barca tradizionale del padre di due di loro per affrontare un avventuroso viaggio attraverso l’Adriatico. Quando incontrano Emira, un’albanese loro coetanea braccata dall’organizzazione criminale che l’ha costretta a prostituirsi, quella che doveva essere una spensierata crociera prende una piega inaspettata e diventa una fuga verso la libertà. Naviganti di frodo è una storia di amicizia, di incontri inattesi che costringono a fare i conti con le proprie debolezze lasciando un segno indelebile, di legami tanto profondi che neanche il tempo e la distanza riescono a spezzare.

Maurizio Crema, nato a Verona, vive a Venezia. Quattro libri e tanti viaggi, più o meno avventurosi, alla ricerca di un sogno perduto, di un’idea, di fantasmi, ma soprattutto di storie che l’hanno fatto diventare giornalista di professione e scrittore per passione. Attualmente lavora al «Gazzettino» e ha collaborato, tra gli altri, con «il manifesto», «Diario» e «D – la Repubblica delle donne». Per la casa editrice Ediciclo ha pubblicato Viaggio ai confini dell’Occidente. In moto sulle strade dell’Albania (2005), Sulle ali del leone. A vela da Venezia a Corfù lungo le rotte della Serenissima (2007) e A Est del Nordest. In spider alla conquista della Romania e altri racconti (2011). Per Nuovadimensione il saggio Banche rotte. I giorni bui di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza (2016).

2 recensioni per Naviganti di Frodo

  1. Eleonora Solfanelli

    Un’ avventura tanto sognata e finalmente realizzata da parte dei tre giovani protagonisti a cui poi successivamente si aggiungerà la quarta figura di spicco, all’interno della storia di Maurizio Crema. La passione dell’autore per il viaggio e la scoperta, si riflette profondamente man mano, tra lo scorrere delle pagine. Dettagli e descrizioni minuziose, accurate, pur senza perdere di vista, l’efficacia di un linguaggio che sia di facile comprensione e di impatto per i più giovani, a cui sembrerà che l’autore parli la loro stessa lingua. Il viaggio si fa in compagnia ma anche da soli con sé stessi, ed è quello che accade ai quattro giovani ragazzi che si interrogano intimamente sulle dinamiche più disparate, da questioni superficiali a temi profondi.
    La trama del racconto, è un crescendo di stati d’animo di ragazzi coraggiosi ma anche inquieti, a volte vittime delle loro riflessioni più intime da cui, spesso scaturiscono incomprensioni, litigi e tensioni.
    Certamente un libro molto consigliato ad un giovane pubblico, che si ritroverà al fianco dei protagonisti nella realizzazione della loro avventura e strizzando un occhio ai sentimenti.

  2. algisa.misasi

    La prima edizione di questo romanzo, chiamato Naviganti di frodo, è stata una lettura davvero interessante sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista personale.
    Il romanzo racconta l’avventura di tre giovani pronti ad esplorare il mondo.
    Alvise, Silvia e Davide. Alvise e Silvia sono fratello e sorella, si scontrano su tutto ma nonostante ciò si vogliono bene. Alvise è il primo dei tre a portare avanti l’idea di visitare il mondo, di vedere la Dalmazia. Daniele invece è il migliore amico di Alvise, un po meno avventuroso ma il più capace con le barche, nonché la prima cotta di Silvia.
    Silvia, ragazzina di 15 anni, caparbia ma molto intelligente, maga dei computer e dei gps aiuterà i due nella loro impresa.
    La storia inizia con la fine della scuola, l sogno di girare il mondo in barca e un piano ben architettato da Alvise e Daniele per vivere nuove avventure.
    Nel corso della lettura i tre protagonisti avranno diverse sorprese, tra cui una bionda ragazza straniera che sconvolgerà le vite dei tre protagonisti nel bene e nel male.
    Nonostante non fosse nelle mie corde è stata una lettura piacevole, fresca e anche riflessiva. Si affrontano temi vari, alcuni più fanciulleschi altri più crudi, infatti penso che questo sia uno dei punti a favore del libro. Scritto in maniera molto semplice, capace di farti immedesimare nei personaggi e di passare un pomeriggio in compagnia di Alvise, Silvia e Daniele.
    Spesso per scrivere un romanzo interessante, non è necessario dare vita a trame astruse o forgiare registri linguistici arcani. Ma la strategia migliore è parlare al cuore del lettore e questo libro lo fa.

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Alvise, Silvia e Daniele, tre ragazzi veneziani, hanno un sogno: navigare fino in Dalmazia come ai vecchi tempi, senza motore, soli nel vento. Decidono quindi di “prendere in prestito” la barca tradizionale del padre di due di loro per affrontare un avventuroso viaggio attraverso l’Adriatico. Quando incontrano Emira, un’albanese loro coetanea braccata dall’organizzazione criminale che l’ha costretta a prostituirsi, quella che doveva essere una spensierata crociera prende una piega inaspettata e diventa una fuga verso la libertà. Naviganti di frodo è una storia di amicizia, di incontri inattesi che costringono a fare i conti con le proprie debolezze lasciando un segno indelebile, di legami tanto profondi che neanche il tempo e la distanza riescono a spezzare.

Maurizio Crema, nato a Verona, vive a Venezia. Quattro libri e tanti viaggi, più o meno avventurosi, alla ricerca di un sogno perduto, di un’idea, di fantasmi, ma soprattutto di storie che l’hanno fatto diventare giornalista di professione e scrittore per passione. Attualmente lavora al «Gazzettino» e ha collaborato, tra gli altri, con «il manifesto», «Diario» e «D – la Repubblica delle donne». Per la casa editrice Ediciclo ha pubblicato Viaggio ai confini dell’Occidente. In moto sulle strade dell’Albania (2005), Sulle ali del leone. A vela da Venezia a Corfù lungo le rotte della Serenissima (2007) e A Est del Nordest. In spider alla conquista della Romania e altri racconti (2011). Per Nuovadimensione il saggio Banche rotte. I giorni bui di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza (2016).

2 recensioni per Naviganti di Frodo

  1. Eleonora Solfanelli

    Un’ avventura tanto sognata e finalmente realizzata da parte dei tre giovani protagonisti a cui poi successivamente si aggiungerà la quarta figura di spicco, all’interno della storia di Maurizio Crema. La passione dell’autore per il viaggio e la scoperta, si riflette profondamente man mano, tra lo scorrere delle pagine. Dettagli e descrizioni minuziose, accurate, pur senza perdere di vista, l’efficacia di un linguaggio che sia di facile comprensione e di impatto per i più giovani, a cui sembrerà che l’autore parli la loro stessa lingua. Il viaggio si fa in compagnia ma anche da soli con sé stessi, ed è quello che accade ai quattro giovani ragazzi che si interrogano intimamente sulle dinamiche più disparate, da questioni superficiali a temi profondi.
    La trama del racconto, è un crescendo di stati d’animo di ragazzi coraggiosi ma anche inquieti, a volte vittime delle loro riflessioni più intime da cui, spesso scaturiscono incomprensioni, litigi e tensioni.
    Certamente un libro molto consigliato ad un giovane pubblico, che si ritroverà al fianco dei protagonisti nella realizzazione della loro avventura e strizzando un occhio ai sentimenti.

  2. algisa.misasi

    La prima edizione di questo romanzo, chiamato Naviganti di frodo, è stata una lettura davvero interessante sia dal punto di vista geografico che dal punto di vista personale.
    Il romanzo racconta l’avventura di tre giovani pronti ad esplorare il mondo.
    Alvise, Silvia e Davide. Alvise e Silvia sono fratello e sorella, si scontrano su tutto ma nonostante ciò si vogliono bene. Alvise è il primo dei tre a portare avanti l’idea di visitare il mondo, di vedere la Dalmazia. Daniele invece è il migliore amico di Alvise, un po meno avventuroso ma il più capace con le barche, nonché la prima cotta di Silvia.
    Silvia, ragazzina di 15 anni, caparbia ma molto intelligente, maga dei computer e dei gps aiuterà i due nella loro impresa.
    La storia inizia con la fine della scuola, l sogno di girare il mondo in barca e un piano ben architettato da Alvise e Daniele per vivere nuove avventure.
    Nel corso della lettura i tre protagonisti avranno diverse sorprese, tra cui una bionda ragazza straniera che sconvolgerà le vite dei tre protagonisti nel bene e nel male.
    Nonostante non fosse nelle mie corde è stata una lettura piacevole, fresca e anche riflessiva. Si affrontano temi vari, alcuni più fanciulleschi altri più crudi, infatti penso che questo sia uno dei punti a favore del libro. Scritto in maniera molto semplice, capace di farti immedesimare nei personaggi e di passare un pomeriggio in compagnia di Alvise, Silvia e Daniele.
    Spesso per scrivere un romanzo interessante, non è necessario dare vita a trame astruse o forgiare registri linguistici arcani. Ma la strategia migliore è parlare al cuore del lettore e questo libro lo fa.

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