Piccole donne è uno di quei libri che si può leggere e poi rileggere con un interesse sempre maggiore. Nella mia mente di bambina, ignara del tempo storico a cui le vicende fanno riferimento, il processo di identificazione con Jo, protagonista irrequieta, testarda e ribelle al ruolo che la società le imponeva, è stato inevitabile. Soltanto rileggendolo in età più adulta si comprende a fondo l’importanza del messaggio trasmesso.

La prima edizione esce nel 1868 ed è un successo immediato. Il secondo volume uscirà soltanto un anno dopo. Da allora almeno sei generazioni di lettrici si sono appassionate alla storia della famiglia March. Quando esce il libro, l’autrice ha 36 anni, vive insieme ai genitori e alla sorella a Concord, nel Massachussets, ed è sostenitrice dei diritti femminili. Scrive il romanzo per aiutare la famiglia a risolvere alcuni problemi economici. Appare chiaro da subito come le vite della famiglia Alcott e della famiglia March siano molto affini, come anche gli ambienti, le letture, le idee e i principi a cui si ispirano le sorelle.

Piccole donne_Piccole donne crescono

Scelta del titolo e il ruolo delle protagoniste 

Il titolo del libro fu deciso dall’editore, con lo scopo di rendere accattivante il testo e sottolineare l’importanza della figura paterna nell’educazione delle figlie a quel tempo. In realtà, le quattro sorelle diverranno donne, ciascuna alla propria maniera. È la madre il punto di riferimento costante per le figlie, una donna forte e con lo scopo di avviarle ad essere ciascuna ciò che vuole, senza curarsi dei pregiudizi e delle consuetudini del periodo. Ognuna di loro si impegna a perseguire l’indipendenza attraverso lo sviluppo di un talento personale: Jo vuole diventare scrittrice, Amy pittrice, Beth pianista e Meg perfetta padrona di casa e attrice.

Periodo storico

La vita delle sorelle March è pienamente in relazione con lo spazio e il tempo a cui appartiene la scrittrice. La storia è infatti ambientata durante gli anni della Guerra di Secessione Americana. Le sorelle March vivono in una condizione al limite della povertà ma dignitosa e incredibilmente ricca nei rapporti interpersonali. In quel periodo di sofferenza e generale indigenza, le sorelle, sebbene inizialmente amareggiate di non poter più vivere secondo le abitudini del passato tra feste, balli, abiti sfarzosi e divertimenti effimeri, trovano la ricchezza di una vita ugualmente piena nel loro stare insieme. Si può ben dire che si tratti di una prima forma di condivisione e solidarietà femminile.

La scrittrice dimostra un grande talento nell’illustrare dettagliatamente l’ambiente in cui si svolge la storia e nel riuscire a coinvolgere sia le lettrici del suo tempo che quelle di tutte le epoche successive.

Chiara Zucconi

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