SAURA

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Fruga nelle stanze del tuo cuore, lo troverai lì quel gran tesoro che si chiama Felicità.

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Descrizione

Saura, dodicenne, figlia di una chirurga pediatrica e di un giudice, soffre dell’assenza dei genitori troppo presi dal lavoro, odia i suoi compagni di classe e le tate che si occupano di lei. Si sente tristissima … il suo petto pare bucarsi per il dolore. Lo sfiora con un dito: davvero c’è un buco. Abbassa la testa per controllare ma in quel momento dal buco esce una mano che l’acchiappa e la porta dentro di sé. Comincerà, così, un viaggio per le stanze del suo cuore. Incontrerà persone amatissime, si riconcilierà con le tate … Insomma, vivrà avventure straordinarie che la porteranno a superare le rabbie, idolori, le mancanze e tutto ciò che la ferisce.

L’AUTRICE: È nata a Melilli (Siracusa). Dal 1995 risiede a Roma. Si occupa di diritto e letteratura. Ha pubblicato i romanzi Cenere e In una lingua che non so più dire per Edizioni e/o; La sposa vermiglia, Viola Fòscari e L’amurusanza per Mondadori, Sentimi per Frassinelli.

Per la Armando Curcio Editore ha pubblicato Le ore della contentezza, I vestiti di Babbo Natale, La Befana e il colpo della strega.

Informazioni aggiuntive

Autore

Genere

Collana

Pagine

Formato

ISBN

Anno

Copertina

2 recensioni per SAURA

  1. serma947

    Saura, dodici anni e una valanga di emozioni da gestire. Il mondo degli adulti a volte sembra così distante: sono perlopiù assenti, perché presi dai doveri o poco assertivi.

    Saura si trova a gestire emozioni come rabbia e tristezza: sono risposte adattive, ma non è facile farci i conti. Il suo grande alleato è il cuore, che la invita alla ricerca di valori e al superamento di limiti che le consentiranno di formarsi come giovane adulta.

    L’anima di questo libro è duplice: è un viaggio per crescere con consapevolezza, affinché le domande che ci facciamo da ragazzi possano trovare risposta, ma anche uno spunto di riflessione per adulti divisi tra famiglia e carriera.

    Un libro per imparare a comunicare con sé stessi e con la propria famiglia.

  2. Olimpia Capitano

    Cosa possiamo trovare al centro del nostro cuore? E nei meandri dell’intimità fanciullesca di una giovane bambina? Tea Ranni con il suo “Saura. Le stanze del cuore” ci risponde che possiamo incontrare un universo di conflitti, riappacificazioni, mostruosità e dolcezze. Saura è una ragazzina di dodici anni, i cui genitori sono frequentemente assenti per ragioni di lavoro. In questi vuoti di tempo non condiviso e di esperienze di crescita a metà, si situa la sofferenza di una bambina, che ci convive e ci combatte. In questo precario equilibrio di abitudine e accettazione, tuttavia, è sufficiente una chiamata inaspettata, lo scoppiare di una situazione di emergenza in ospedale che richiede l’intervento della madre, per catapultare Saura dentro a quei vuoti, che si fanno tanto emotivi quanto fisici: il dolore lancinante che sente al petto mentre la madre se ne sta andando di corsa la trafigge al punto tale da trasformarsi in un buco che la attraversa e la risucchia. Da questo foro esce una mano che accoglie Saura, portandola a vivere un’avventura tutta dentro di sé, in un mondo magico e dai mille colori. Saura è così costretta ad affrontare le tate, le incarnazioni di diversi aspetti della propria persona, la rabbia, il dolore e l’amore. E mentre l’autrice riesce a mostrarci le insidie di un simile viaggio sa anche portarci oltre, fino a chiederci se, forse, servirebbe a tutti noi entrare in quei vuoti, spazi comuni a tutti, da comprendere prima di riempire. Saura diventa così simbolo di una vicenda ma anche di una condizione necessaria, ossia quella di adottare uno sguardo curioso che, quand’anche sopraffatto dalla sofferenza, sappia scavare e osservare, fino a orientare un crescita che si ponga con spirito fanciullesco e curioso, ma che sappia andare oltre ogni età.

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Saura, dodicenne, figlia di una chirurga pediatrica e di un giudice, soffre dell’assenza dei genitori troppo presi dal lavoro, odia i suoi compagni di classe e le tate che si occupano di lei. Si sente tristissima … il suo petto pare bucarsi per il dolore. Lo sfiora con un dito: davvero c’è un buco. Abbassa la testa per controllare ma in quel momento dal buco esce una mano che l’acchiappa e la porta dentro di sé. Comincerà, così, un viaggio per le stanze del suo cuore. Incontrerà persone amatissime, si riconcilierà con le tate … Insomma, vivrà avventure straordinarie che la porteranno a superare le rabbie, idolori, le mancanze e tutto ciò che la ferisce.

L’AUTRICE: È nata a Melilli (Siracusa). Dal 1995 risiede a Roma. Si occupa di diritto e letteratura. Ha pubblicato i romanzi Cenere e In una lingua che non so più dire per Edizioni e/o; La sposa vermiglia, Viola Fòscari e L’amurusanza per Mondadori, Sentimi per Frassinelli.

Per la Armando Curcio Editore ha pubblicato Le ore della contentezza, I vestiti di Babbo Natale, La Befana e il colpo della strega.

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Autore

Genere

Collana

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Formato

ISBN

Anno

Copertina

2 recensioni per SAURA

  1. serma947

    Saura, dodici anni e una valanga di emozioni da gestire. Il mondo degli adulti a volte sembra così distante: sono perlopiù assenti, perché presi dai doveri o poco assertivi.

    Saura si trova a gestire emozioni come rabbia e tristezza: sono risposte adattive, ma non è facile farci i conti. Il suo grande alleato è il cuore, che la invita alla ricerca di valori e al superamento di limiti che le consentiranno di formarsi come giovane adulta.

    L’anima di questo libro è duplice: è un viaggio per crescere con consapevolezza, affinché le domande che ci facciamo da ragazzi possano trovare risposta, ma anche uno spunto di riflessione per adulti divisi tra famiglia e carriera.

    Un libro per imparare a comunicare con sé stessi e con la propria famiglia.

  2. Olimpia Capitano

    Cosa possiamo trovare al centro del nostro cuore? E nei meandri dell’intimità fanciullesca di una giovane bambina? Tea Ranni con il suo “Saura. Le stanze del cuore” ci risponde che possiamo incontrare un universo di conflitti, riappacificazioni, mostruosità e dolcezze. Saura è una ragazzina di dodici anni, i cui genitori sono frequentemente assenti per ragioni di lavoro. In questi vuoti di tempo non condiviso e di esperienze di crescita a metà, si situa la sofferenza di una bambina, che ci convive e ci combatte. In questo precario equilibrio di abitudine e accettazione, tuttavia, è sufficiente una chiamata inaspettata, lo scoppiare di una situazione di emergenza in ospedale che richiede l’intervento della madre, per catapultare Saura dentro a quei vuoti, che si fanno tanto emotivi quanto fisici: il dolore lancinante che sente al petto mentre la madre se ne sta andando di corsa la trafigge al punto tale da trasformarsi in un buco che la attraversa e la risucchia. Da questo foro esce una mano che accoglie Saura, portandola a vivere un’avventura tutta dentro di sé, in un mondo magico e dai mille colori. Saura è così costretta ad affrontare le tate, le incarnazioni di diversi aspetti della propria persona, la rabbia, il dolore e l’amore. E mentre l’autrice riesce a mostrarci le insidie di un simile viaggio sa anche portarci oltre, fino a chiederci se, forse, servirebbe a tutti noi entrare in quei vuoti, spazi comuni a tutti, da comprendere prima di riempire. Saura diventa così simbolo di una vicenda ma anche di una condizione necessaria, ossia quella di adottare uno sguardo curioso che, quand’anche sopraffatto dalla sofferenza, sappia scavare e osservare, fino a orientare un crescita che si ponga con spirito fanciullesco e curioso, ma che sappia andare oltre ogni età.

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