Sei caduto, rialzati!

14,90 14,15

«Non so bene cosa scatti nella testa  di un uomo quando decide di reagire a una malattia.  Probabilmente non se ne accorge nemmeno. Ammiro molto chi tiene duro tutti i giorni senza vincere alcuna gara se non quella della quotidianità. Forse sono loro i veri campioni».

37 disponibili

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su telegram

Descrizione

«È dal 2006 che mi buco. Non mi faccio di eroina o altre droghe ma di interferone, il farmaco per tenere a bada la sclerosi multipla. […] Paradossalmente, i risultati migliori della mia carriera sportiva non li ho ottenuti da giovane, ma con la Bestia dentro di me. Io la chiamo così la malattia che mi ha colpito». Ritornare a correre, a 41 anni, dopo una diagnosi feroce. Aggiungerci chilometri di bicicletta e vincere due Mondiali paralimpici di duathlon e un Europeo, tutto nel giro di due anni: il 2009 e il 2010. Fabrizio Vignali è questo: classe 1965, un trascorso nell’atletica leggera, uno di quei «toscanacci» cocciuti come un mulo. La sua vicenda umana e familiare, insieme alla dolorosa scoperta della malattia, si intreccia con quella dello sport in cui lui ha trovato la forza di reagire e di andare avanti, ottenendo dei risultati eccezionali. Oggi Fabrizio, dopo aver vinto le sue gare nello sport e nella vita, ci insegna che con la sclerosi multipla si può convivere: «Il requisito minimo è lottare e non scoraggiarsi mai».

L’AUTORE

Fabrizio Vignali, malato di sclerosi multipla, ha vinto due Mondiali paralimpici di duathlon e un Europeo nel giro di due anni (2009 e 2010). È stato tra i primi atleti ad aver dato vita al paraduathlon in Italia. La sua storia si mescola con quella di alcune grandi vecchie glorie del podismo, come Pippo Cindolo, Lucio Gigliotti, l’amico-rivale Stefano Mei e Alessandro Lambruschini (bronzo alle Olimpiadi di Atlanta ’96 nei 3000 siepi), che conosceva fin dai tempi dei Giochi della gioventù e che diventerà poi il suo allenatore. Nel 2011 decide di cimentarsi con il triathlon, non quello per atleti disabili (paratriathlon) bensì quello a cui partecipano tutti. Al suo attivo vanta due Elbaman 73 e due Ironman 70.3 Italy. Dal 2015 non gareggia più.

Informazioni aggiuntive

Anno

Autore

Pagine

Copertina

Formato

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Sei caduto, rialzati!”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Descrizione

«È dal 2006 che mi buco. Non mi faccio di eroina o altre droghe ma di interferone, il farmaco per tenere a bada la sclerosi multipla. […] Paradossalmente, i risultati migliori della mia carriera sportiva non li ho ottenuti da giovane, ma con la Bestia dentro di me. Io la chiamo così la malattia che mi ha colpito». Ritornare a correre, a 41 anni, dopo una diagnosi feroce. Aggiungerci chilometri di bicicletta e vincere due Mondiali paralimpici di duathlon e un Europeo, tutto nel giro di due anni: il 2009 e il 2010. Fabrizio Vignali è questo: classe 1965, un trascorso nell’atletica leggera, uno di quei «toscanacci» cocciuti come un mulo. La sua vicenda umana e familiare, insieme alla dolorosa scoperta della malattia, si intreccia con quella dello sport in cui lui ha trovato la forza di reagire e di andare avanti, ottenendo dei risultati eccezionali. Oggi Fabrizio, dopo aver vinto le sue gare nello sport e nella vita, ci insegna che con la sclerosi multipla si può convivere: «Il requisito minimo è lottare e non scoraggiarsi mai».

L’AUTORE

Fabrizio Vignali, malato di sclerosi multipla, ha vinto due Mondiali paralimpici di duathlon e un Europeo nel giro di due anni (2009 e 2010). È stato tra i primi atleti ad aver dato vita al paraduathlon in Italia. La sua storia si mescola con quella di alcune grandi vecchie glorie del podismo, come Pippo Cindolo, Lucio Gigliotti, l’amico-rivale Stefano Mei e Alessandro Lambruschini (bronzo alle Olimpiadi di Atlanta ’96 nei 3000 siepi), che conosceva fin dai tempi dei Giochi della gioventù e che diventerà poi il suo allenatore. Nel 2011 decide di cimentarsi con il triathlon, non quello per atleti disabili (paratriathlon) bensì quello a cui partecipano tutti. Al suo attivo vanta due Elbaman 73 e due Ironman 70.3 Italy. Dal 2015 non gareggia più.

Informazioni aggiuntive

Anno

Autore

Pagine

Copertina

Formato

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Sei caduto, rialzati!”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PRODOTTI CORRELATI